Il governo ha modificato le regole applicabili alla pesca ricreativa da imbarcazione sul fiume Tago, eliminando l'obbligo di ancoraggio e permettendo che l'attività venga praticata con l'imbarcazione alla deriva. La modifica è contenuta nel Decreto n. 404/2026/1, pubblicato mercoledì 2 settembre in Gazzetta Ufficiale, ed è entrato in vigore il giorno successivo.
Il provvedimento modifica il Decreto n. 330/2026/1 del 6 agosto, che ha approvato le nuove norme regolamentari della pesca commerciale e ricreativa nelle acque interne non marittime del fiume Tago. La normativa pubblicata ad agosto stabiliva che le imbarcazioni utilizzate nella pesca ricreativa dovessero rimanere ancorate durante l'esercizio dell'attività.
Dopo le proteste presentate dai pescatori ricreativi e la valutazione delle condizioni specifiche in cui la pesca viene praticata sul Tago, il governo ha deciso di flessibilizzare questo obbligo. Il segretario di Stato della Pesca e del Mare, Salvador Malheiro, spiega che le modifiche inizialmente introdotte miravano a contrastare determinati problemi identificati nell'attività ittica.




