Ana Alexandra Resende, laureata in Storia presso l'Università Nova di Lisbona e archeologa da più di due decenni, ha scritto un articolo di opinione in cui denuncia la situazione di precarietà degli insegnanti assunti con contratto a termine in Portogallo. Con 2.132 giorni di servizio docente distribuiti tra scuole dei comuni di Faro, Loulé e São Brás de Alportel, Resende afferma di essere stanca di essere trattata come una soluzione temporanea, un "tappabuchi" sacrificabile che viene chiamato quando mancano insegnanti e dimenticato quando l'emergenza passa.
L'insegnante racconta un episodio che illustra l'ingiustizia del sistema: in un determinato anno scolastico, è stata assegnata per insegnare Storia, ha lavorato per circa due mesi, ha assunto classi e responsabilità, ma poi ha visto la sua assegnazione annullata per non possedere la qualifica richiesta per quel gruppo di reclutamento. Il tempo lavorato non è stato conteggiato per i concorsi docenti, il che significa che tutto quel lavoro, nonostante sia esistito nella pratica, è scomparso amministrativamente.
In questo contesto, emerge il riferimento al Decreto Legge n. 175/2026, che ammette l'assunzione di laureati con 120 ECTS nell'area scientifica della disciplina da insegnare. Resende manifesta un misto di speranza, incredulità e rabbia di fronte a questa modifica, chiedendosi come sia possibile che lo Stato la consideri sufficientemente competente per affidarle classi per anni e poi la tratti come se non avesse




