I brasiliani andranno alle urne il 4 ottobre per eleggere il prossimo presidente, in un'elezione che in Portogallo trascende la categoria di notizia internazionale per diventare, secondo l'articolo, un "dramma" domestico. Nessun'altra elezione straniera è così discussa in Portogallo quanto quella brasiliana, venendo trattata nelle terrazze dei caffè come argomento di interesse nazionale.
L'esposizione del Portogallo al Brasile è sostanziale e concreta. Vivono in Portogallo 574 mila brasiliani, costituendo la più grande comunità straniera nel paese. Nel campo imprenditoriale, la Galp ha investito più di cinque miliardi di euro in Brasile, l'EDP prevede di investire 1,56 miliardi entro il 2028, e la Mota-Engil detiene un portafoglio record di progetti che include il porto di Santos-Guarujá e concessioni autostradali.
L'articolo evidenzia inoltre la differenza di approccio tra i principali candidati nei confronti del Portogallo. Lula, descritto come consumato e lontano dall'essere una novità, continua a trattare il Portogallo come partner economico, culturale e ponte per l'Europa. Il bolsonarismo invece cerca legittimazione a Washington, con un immaginario politico americano invece che atlantico, il che ha implicazioni diplomatiche e commerciali per Lisbona.
Il Mercosur emerge come un'altra dimensione rilevante per il Portogallo, rappresentando accesso al mercato per le esportazioni portoghesi. Il prossimo presidente brasiliano contribuirà a decidere se questa apertura commerciale si approfondisce o se il populismo la trasforma in ostacolo.




