Gli Stati Uniti hanno imposto giovedì nuove tariffe doganali fino al 100% sui droni e sui rispettivi componenti, una misura entrata immediatamente in vigore. Questa decisione rappresenta un aumento significativo rispetto alle aliquote precedentemente applicate e mira a creare una barriera commerciale sostanziale alle importazioni di veicoli aerei non pilotati.
L'obiettivo principale di questa misura è ridurre la dipendenza americana dai fornitori cinesi, che dominano ampiamente il mercato globale dei droni commerciali e di consumo. L'azienda DJI, con sede a Shenzhen, è indicata come la leader indiscussa di questo settore, occupando una posizione di mercato che le autorità nordamericane considerano strategica e vulnerabile.
L'amministrazione nordamericana sostiene che la concentrazione della produzione di droni presso fornitori cinesi rappresenta rischi per la sicurezza nazionale ed economica. Le nuove tariffe intendono incentivare il trasferimento della produzione verso produttori americani o di paesi alleati, rafforzando così la catena di approvvigionamento domestica della tecnologia dei droni.
Questa decisione si inserisce in una tendenza più ampia di aumento delle tariffe sui prodotti cinesi da parte degli Stati Uniti, in una strategia che mira a contrastare ciò che Washington considera pratiche commerciali sleali da parte della Cina. Gli analisti sottolineano che la misura potrebbe avere impatti significativi sui prezzi dei droni per i consumatori e le imprese americane, almeno nel breve termine, mentre il mercato si adatta alle nuove condizioni commerciali.




