Settembre è iniziato con turbolenza nei mercati finanziari mondiali. Wall Street ha aperto in calo, con l'S&P 500 che ha ceduto lo 0,71% a 7.631,47 punti, il Dow Jones che ha perso lo 0,79% a 52.766,88 punti e il Nasdaq Composite che è sceso dell'1,03% a 26.099,77 punti. Simultaneamente, i rendimenti dei debiti sovrani sono schizzati a livelli storici, con il rendimento statunitense a 10 anni che ha raggiunto il 4,798%, il valore più alto da gennaio 2025, e il rendimento tedesco a 10 anni che è arrivato al 3,35%, massimo dal 2011.
Il petrolio è tornato ad essere il termometro della geopolitica, con il WTI che è salito del 5,2% a 90,22 dollari e il Brent che ha avanzato del 4,59% a 94,65 dollari, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi in Iran. L'Iran ha risposto militarmente, prendendo di mira basi e interessi americani in Medio Oriente, facendo salire ancora di più i prezzi del greggio. Il contesto geopolitico in Medio Oriente non dà tregua, mentre i tassi del debito sovrano a livello globale sono al valore più alto dal 2008.
La salita dei rendimenti mette sotto pressione sia Wall Street che le borse europee, in uno scenario descritto come un mercato orso delle obbligazioni. Il mercato prezza già il 68,2% di probabilità di un rialzo di 25 punti base da parte della Fed a settembre, sopra il 39,6% di una settimana fa, dopo il discorso hawkish di Kevin Warsh a Jackson Hole. In Europa, i dati sull'inflazione dell'area euro sopra il 3% ad agosto hanno cementato le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della BCE anche a settembre. Tuttavia, dati che mostrano un rallentamento dell'attività industriale negli USA e posti di lavoro inferiori alle attese a luglio hanno portato un po' di sollievo agli investitori.
Nella geopolitica europea, il conflitto tra Ucraina e Russia si è intensificato, con Putin che ha annunciato che la Russia ha annesso 270 chilometri quadrati di terra e 15 villaggi a Donetsk, oltre a 9 villaggi a Zaporizhzhia ad agosto. Zelensky ha minacciato di attaccare con droni le compagnie aeree che sorvolano la Russia, cosa che Putin ha definito "terrorismo di Stato". La Germania ha annunciato la chiusura del consolato russo a Bonn e del centro culturale russo a Berlino, dopo aver responsabilizzato Mosca per incidenti con droni all'aeroporto di Lipsia, con la Russia che ha promesso una "risposta adeguata".




