Portimão riceve tra l'1 e il 5 settembre un workshop internazionale denominato "Living with Earthquakes", dedicato alla relazione tra sismi, architettura, patrimonio e sviluppo urbano. L'iniziativa si inquadra in un Erasmus+ Blended Intensive Programme, organizzato dall'ISMAT in partnership con la Terr. A. ID, l'ECATI, l'Università Lusófona e il CIAUD dell'Università di Lisbona, con coordinamento di Ana Bordalo e Maria Rita Pais. La città algarvia è stata scelta per il suo percorso urbano, culturale e territoriale, essendo stata trasformata nel corso dei secoli dalla relazione con il fiume Arade, il litorale e diverse dinamiche di occupazione.
Il centro storico serve come laboratorio di ricerca, dove la maglia urbana, gli edifici, il commercio e gli spazi pubblici saranno analizzati come territorio dove si incrociano architettura, paesaggio, memoria e pratiche sociali. Il programma affronta la relazione tra patrimonio e resilienza, superando la lettura dei sismi associata solo all'emergenza e ricostruzione, analizzando anche come questi fenomeni hanno trasformato paesaggi, città e comunità.
Include anche contributi internazionali sulla ricostruzione e il patrimonio, con attenzione alle esperienze del Cile dopo il 2010 e alle questioni di autenticità e ricostruzione in Giappone. Tra gli specialisti ci sono Antonello Alici, professore di Storia dell'Architettura, Dana Arnold, professoressa di Arte e Patrimonio Culturale, Pablo Allard, architetto e coordinatore della ricostruzione urbana del Cile, e Simon Kaner, archeologo specializzato in patrimonio del Giappone.
Durante cinque giorni, i partecipanti sviluppano lavoro sul campo, mappatura e ricerca urbana in gruppi multidiscipl




