Il governo spagnolo ha approvato un "piano d'emergenza" da 309 milioni di euro per Ceuta, equivalente al 16% del prodotto interno lordo annuale della città, per rispondere alla crisi migratoria e umanitaria e all'impatto sull'economia locale. L'annuncio è stato fatto dal primo vice presidente del governo e ministro dell'Economia, Carlos Cuerpo, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato questa misura.
Il piano prevede 90 milioni di euro per il rafforzamento della sicurezza nell'enclave spagnolo nel nord Africa, con maggiori mezzi umani delle forze di polizia e delle forze armate. Altri 118 milioni saranno destinati alle esigenze straordinarie di accoglienza umanitaria di migliaia di migranti, inclusi più di 1.200 minori non accompagnati, e 80 milioni per il sostegno alle imprese e ai lavoratori attraverso aiuti diretti e agevolazioni fiscali.
Oltre 70.000 persone sono entrate illegalmente a Ceuta nei giorni 30 e 31 luglio, e la maggior parte è tornata volontariamente dal lato marocchino della frontiera. Attualmente rimangono nella città almeno 5.000 persone e sono stati registrati cali di attività tra il 30% e il 60% nei vari settori economici nell'ultimo mese. La città aveva solo 500-600 posti per l'accoglienza temporanea prima della crisi, sono stati creati oltre 3.600 nuovi posti, con l'obiettivo di raggiungere i 6.000 nelle prossime settimane. Il primo ministro Pedro Sánchez ha riferito che la maggior parte delle persone che rimane a Ceuta sarà probabilmente riportata in Marocco poiché non soddisfa le condizioni per ottenere l'asilo.




