Questo breve testo è una riflessione sulle politiche migratorie e sul ruolo dello Stato nella loro attuazione. Il titolo, "La legge non può essere facoltativa", indica già la posizione centrale dell'articolo: la legislazione non deve essere applicata in modo opzionale o selettivo.
L'articolo mette in discussione l'idea che una politica migratoria sia più umana quanto meno decisioni lo Stato attua. In altre parole, suggerisce che lasciare le leggi senza effetto non equivale a essere umanitario.
Il testo sembra difendere che il rispetto della legge in materia migratoria sia un obbligo dello Stato, non una scelta. L'applicazione coerente delle norme, secondo questa prospettiva, non è incompatibile con il rispetto dei diritti umani.



