Pedro Sánchez ha puntato il dito contro Russia e Israele come responsabili della crisi migratoria a Ceuta, suggerendo che entrambi i paesi avrebbero fatto ricorso alla disinformazione per aggravare la situazione. Il primo ministro spagnolo ha associato Mosca e Tel Aviv a campagne di disinformazione che avrebbero influenzato il flusso massiccio di migranti verso l'enclave spagnolo.
Jorge Silva Carvalho, ex direttore del SIED (Servizio di Informazioni Strategiche della Difesa), riconosce che la Russia utilizza da anni l'immigrazione come strumento di guerra ibrida e i social media per accentuare le divisioni nelle democrazie europee, considerando che "questo non è discutibile". Tuttavia, l'ex responsabile dei servizi di informazioni ha avvertito della necessità di distinguere tra l'operato russo conosciuto e le accuse specifiche formulate da Sánchez.
Secondo Silva Carvalho, esiste una differenza fondamentale tra riconoscere il modello di comportamento della Russia e concludere che Mosca abbia provocato direttamente l'ingresso in massa dei migranti a Ceuta. L'ex direttore del SIED ha sostenuto che mettere Israele "sullo stesso piano" della Russia in materia di disinformazione è un errore, dal momento che Tel Aviv "non ha né ha mai avuto" una politica di disinformazione paragonabile a quella russa.
L'ex responsabile dei servizi di informazioni ha inoltre spiegato come funzionano queste campagne di disinformazione, perché continuano a essere efficaci e dove cercano di colpire le società democratiche. Nella sua prospettiva, l'obiettivo principale di queste operazioni "non è discutibile": è potenziare gli estremi all'interno delle società che prendono di mira.




