L'economia indiana è cresciuta del 7,8% nel secondo trimestre del 2025, superando le aspettative della banca centrale, che prevedeva un avanzamento del 7%. Questo risultato è stato raggiunto nonostante le difficoltà internazionali provocate dalla crisi nello stretto di Ormuz, che normalmente influenzerebbe pesantemente l'India a causa della sua dipendenza dalle importazioni di energia della regione. Il primo ministro Narendra Modi ha celebrato il risultato, classificandolo come un "risultato erculeo" e affermando che "i pessimisti sono stati sconfitti e l'India è fiorita".
La crescita rappresenta un lieve rallentamento rispetto all'8,6% registrato nel primo trimestre, dato che è stato successivamente rivisto al rialzo. Ciononostante, supera il 6,9% raggiunto nello stesso periodo dell'anno precedente. Il rendimento è dovuto principalmente al robusto consumo interno, che ha mostrato una maggiore resistenza del previsto all'aumento dei prezzi causato dalla crisi energetica.
La spesa pubblica, gli investimenti e la componente estera hanno contribuito positivamente. I settori terziari come quello finanziario, immobiliare e tecnologico hanno registrato una crescita a due cifre, mentre l'industria è avanzata del 9,2%, accelerando rispetto all'8,3% del periodo corrispondente. In senso opposto, il ritardo dei monsoni ha influenzato il settore agricolo, che è rallentato dal 4,4% al 3,6%, e il settore minerario si è contratto del 2,4% dopo una crescita del 12,4% dell'anno precedente.




