L'articolo di Paulo Oliveira propone una trasformazione nel modo in cui lo Stato gestisce la sicurezza pubblica in Portogallo, passando da un approccio prevalentemente reattivo a uno preventivo. L'autore sostiene che, per decenni, la risposta pubblica è stata organizzata in base a ciò che è già accaduto - registrando eventi, analizzando statistiche e identificando tendenze - ma guardare permanentemente al passato non è il modo migliore per anticipare il futuro. La società è cambiata e anche i rischi: oggi, proteggere persone e beni va ben oltre la prevenzione di furti o rapine, abbracciando anche anziani isolati, zone turistiche, rischi di incendi, infrastrutture critiche, violenza domestica e minacce digitali.
Il problema identificato è che lo Stato conosce molte di queste realtà, ma in modo frammentato. La polizia possiede informazioni sulla criminalità, la protezione civile conosce i rischi naturali e tecnologici, i comuni conoscono il territorio, i servizi sanitari identificano le vulnerabilità e i servizi sociali accompagnano le popolazioni fragili. L'autore propone quindi il concetto di "Sicurezza di Prossimità 2.0", che comporterebbe la creazione di una Mappa Integrata dei Rischi per Persone e Beni in ogni Regione, comune o area territoriale rilevante. Questo strumento dinamico di supporto decisionale incrocerebbe diversi indicatori territoriali - come criminalità, incidenti, incendi, concentrazione demografica, vulnerabilità sociale, isolamento degli anziani e infrastrutture critiche - permettendo di identificare i territori in cui determinate condizioni aumentano la probabilità che sorgano problemi di sicurezza.
L'autore sottolinea che anticipare i rischi non significa prevedere i criminali, ma identificare le vulnerabilità del territorio. Una democrazia non deve camminare verso sistemi che classifichino i cittadini come potenziali criminali sulla base di algoritmi. L'obiettivo deve essere conoscere le zone che saranno congestionate durante grandi eventi, identificare luoghi con un'elevata concentrazione di popolazione vulnerabile o anticipare esigenze operative davanti a condizioni meteorologiche avverse. La prossimità del futuro dovrà combinare tre elementi: presenza umana, conoscenza territoriale e intelligenza tecnologica. La più grande sfida sarà la




