L'articolo è una cronaca di Cláudia Lucas Chéu intitolata "Una lapide per i dispersi". La cronaca affronta l'esperienza di qualcuno che è tornato dalla guerra.
Quando quest'uomo è tornato dalla guerra, si è chiuso completamente in se stesso. Praticamente non usciva dalla stanza e non parlava con nessuno.
Si vedeva che faceva uno sforzo enorme per riuscire a integrarsi nel presente. Cercava di tornare a stare nella casa dove viveva, come se lo spazio non gli appartenesse più o come se lui non riuscisse più a stare in quel posto.
La cronaca sembra affrontare questioni legate al reinserimento dei veterani di guerra e alle difficoltà psicologiche ed emotive affrontate da chi torna da conflitti armati.




