L'articolo "Diritti (dis)umani" presenta una riflessione sui criteri utilizzati per definire i diritti, argomentando che la precauzione deve essere il criterio primario nella valutazione di questioni relative ai diritti umani.
Il testo difende che la capacità deve essere trattata come un criterio subordinato, non essendo l'elemento principale per determinare il riconoscimento o l'esercizio dei diritti. Questa prospettiva mette in discussione approcci tradizionali che pongono la capacità cognitiva o funzionale come fattore determinante.
Inoltre, l'articolo argomenta che l'età non deve essere considerata un'affermazione sul discernimento degli individui, ma piuttosto una convenzione amministrativa. Questa distinzione è fondamentale per comprendere come le società organizzano le categorie di diritti senza necessariamente riflettere sulle capacità reali delle persone.
Il testo è presentato come un'opinione di Ricardo Gusmão, suggerendo un'analisi critica su come i sistemi di diritti sono strutturati e i presupposti sottostanti a questi sistemi.




