La crisi migratoria a Ceuta ha rappresentato un punto di svolta nel finale della campagna elettorale spagnola, approfondendo la solitudine dell'esecutivo e vanificando i piani di Pedro Sánchez per cercare di recuperare l'iniziativa politica. Il primo ministro ha ordinato a tutti i ministeri di concentrare tutti i loro sforzi nella gestione della situazione, mettendo da parte i principali dossier e le trattative che erano previsti per l'inizio del corso politico.
Le principali trattative che avrebbero dovuto dare slancio allo scenario elettorale sono state per ora rinviate a causa dell'emergenza causata dalla crisi. Sette ministri hanno dato spiegazioni al Congreso de los Diputados nel corso della settimana, cercando di gestire la situazione creata dall'arrivo massiccio di migranti nella città autonoma di Ceuta.
Secondo fonti parlamentari del PSOE consultate dopo le spiegazioni ministeriali, la crisi migratoria "causa molti danni" all'esecutivo. Questa situazione avrebbe vanificato i piani di Sánchez per creare una vetrina elettorale durante l'avvio della stagione politica.




