Chiesa/IA: Il cappellano di Coimbra rifiuta la "falsa idea di progresso" di fronte all'avanzamento tecnologico non regolamentatoFoto di Aaron Porras su Pexels
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Chiesa/IA: Il cappellano di Coimbra rifiuta la "falsa idea di progresso" di fronte all'avanzamento tecnologico non regolamentato

Agência ECCLESIA29 agosto 2026 alle ore 08:04

Il cappellano dell'Università di Coimbra, padre Nuno Fileno, ha messo in guardia sui rischi di delegare le decisioni morali all'intelligenza artificiale, denunciando l'impatto di un'evoluzione tecnica priva di limiti etici. In un'intervista all'agenzia ECCLESIA, il responsabile della Pastorale Universitaria ha avvertito che "il pericolo è che la velocità della tecnica sia superiore a quella della dignità", il che genera una "falsa idea di progresso", poiché il progresso non può essere solo tecnico.

Il sacerdote ha evocato la visione cristiana della vulnerabilità, sottolineando che l'ambizione di eradicare la sofferenza attraverso la tecnologia risulterebbe nell'eliminazione simultanea della capacità di amare. Riferendosi all'enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone XIV, pubblicata il 25 maggio, padre Nuno Fileno ha criticato le promesse del transumanesimo e ha avvertito che "l'equivoco maggiore è equipagliare l'intelligenza artificiale all'intelligenza umana", poiché, sebbene più efficiente e veloce, l'IA non possiede esperienza né coscienza morale.

Il ricercatore ha denunciato altresì il "volto nascosto" della transizione digitale, ricordando che l'architettura dei dati richiede l'estrazione massiccia di risorse naturali e lo sfruttamento di manodopera mal retribuita. Il cappellano universitario ha sostenuto che la regolamentazione dell'IA non può limitarsi ai creatori degli algoritmi, avvertendo che, se la riflessione rimane "semplicemente nelle mani di chi programma, di chi ha il potere sull'intelligenza artificiale", si corre il rischio di essere "inconsciamente al servizio di criteri disumani".

L'intervista, che andrà in onda domenica sulla RTP Antena 1 alle 06:00, è la quarta di un ciclo di conversazioni sull'IA alla luce dell'enciclica di Leone XIV. Padre Nuno Fileno ha inoltre sottolineato l'importanza di insegnare agli studenti ad assumere la profondità del processo pedagogico,

Padre Nuno Fileno alerta para impacto de uma evolução técnica desprovida de limites éticos

Lisboa, 29 ago 2026 (Ecclesia) – O capelão da Universidade de Coimbra alertou para o risco de delegar decisões morais na inteligência artificial (IA), denunciando o impacto de uma evolução técnica desprovida de limites éticos.

“O perigo é a velocidade da técnica ser superior à da dignidade, o que depois gera, para além de assimetrias maiores, uma falsa ideia de progresso, porque o progresso não pode ser apenas o da técnica”, advertiu o padre Nuno Fileno em entrevista à Agência ECCLESIA.

O responsável pela Pastoral Universitária na diocese evocou a visão cristã da vulnerabilidade, sublinhando que a ambição de erradicar o sofrimento através da tecnologia resultaria na eliminação simultânea da capacidade de amar.

“Se nós quisermos eliminar totalmente o sofrimento, teríamos de eliminar também o desejo e o amor”, explicou o sacerdote, perante as promessas ilusórias do transumanismo de que fala Leão XIV, na sua encíclica ‘Magnifica Humanitas’.

O entrevistado reflete sobre o impacto da delegação do escrutínio bélico e a concentração do poder na IA originam uma opacidade perigosa, defendendo que a regulação não pode ficar restrita aos criadores dos algoritmos.

“Se deixamos essa reflexão simplesmente nas mãos de quem programa, de quem tem o poder sobre a inteligência artificial, corremos o risco de estarmos também, inconscientemente, ao serviço de critérios desumanos”, alertou.

O equívoco maior é equiparar a inteligência artificial à inteligência humana, porque ela pode ser mais eficiente e rápida, mas a falta de experiência e da própria consciência moral torna a sua capacidade de escolha e de decisão muitíssimo frágil.”

O investigador denunciou igualmente a “face oculta” da transição digital, recordando que a arquitetura dos dados exige a extração massiva de recursos naturais e a exploração de mão de obra mal paga.

“O Papa fala destas ‘terras raras’ que hoje são também os dados pessoais, que são agrupados e ficam nas mãos de alguns, não sabemos com que finalidade. Essa é uma questão muitíssimo importante”, apontou.

O capelão universitário destacou ainda a importância de ensinar os alunos a assumir a profundidade do processo pedagógico, sem atalhos nem respostas prontas a consumir.

“Anulando essas etapas intermédias e decisivas, estamos a esquecer o que somos, quem somos”, defendeu o padre Nuno Fileno.

O convite de Leão XIV a um “jejum” coletivo destas ferramentas, assinalou o responsável, assume-se como um antídoto contra a ansiedade contemporânea.

“Parar, descansar e fazer silêncio é fundamental para escutarmos Deus. Nem tudo o que é rápido ou eficiente nos faz crescer humanamente”, sustentou, criticando a ditadura da atenção imposta pelo mercado.

A entrevista que vai ser emitida este domingo, na RTP Antena 1 (06h00), é a quarta de um ciclo de conversas sobre a IA, à luz da encíclica de Leão XVI publicada a 25 de maio, que aborda os enormes éticos e antropológicos levantados por estas ferramentas digitais.

OC

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