I centri dati dedicati all'intelligenza artificiale stanno esercitando una pressione crescente sui sistemi idrici ed energetici in Portogallo, in un contesto di domanda esponenziale di queste risorse tecnologiche. Zero esprime preoccupazione per l'impatto ambientale di questi centri, che richiedono quantità significative di entrambe le risorse per funzionare e raffreddare i loro sistemi.
Il Piano Nazionale dei Centri Dati, attualmente in vigore, stabilisce già l'obbligo di segnalare i consumi di energia e acqua. Tuttavia, la legislazione non fissa limiti vincolanti per questi consumi, né impone requisiti minimi di efficienza energetica, lasciando una lacuna normativa significativa.
Una delle principali preoccupazioni riguarda la sovrapposizione geografica tra i centri dati e le cosiddette "zone di accelerazione", aree designate per semplificare le procedure di autorizzazione. L'ambientalista Zero avverte che questa coincidenza può aggravare gli impatti ambientali, facilitando l'installazione di queste apparecchiature in zone sensibili.
L'organizzazione ambientalista Zero ha continuato ad avvertire della necessità di una regolamentazione più rigorosa, che combinasse l'attrazione di investimenti tecnologici con la protezione delle risorse naturali e la sostenibilità ambientale del paese.




