Il primo ministro islandese, Bjarni Benediktsson, ha annunciato la convocazione di un referendum per questo sabato sulla possibilità di riprendere i negoziati di adesione all'Unione Europea, un processo che era bloccato da più di un decennio. La decisione arriva dopo anni di esitazione politica sulla questione.
Le minacce e le gaffe del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno accelerato significativamente il dibattito sulla posizione geopolitica dell'Islanda. Le "sfide geopolitiche" attuali hanno anche contribuito a spingere il governo islandese a sottoporre la questione direttamente al popolo.
I sondaggi più recenti indicano che il risultato del referendum dovrebbe essere equilibrato, con una divisione significativa della popolazione sulla questione europea. L'Islanda mantiene dal 2015 un accordo di associazione con l'UE che consente la partecipazione ai programmi europei, ma senza essere membro a pieno titolo.
Il processo di adesione all'UE è stato avviato dall'Islanda nel 2009, ma è stato abbandonato nel 2015 dal governo dell'epoca, che ha preferito mantenere la vicinanza agli Stati Uniti attraverso l'accordo di difesa bilaterale. La decisione del referendum potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nell'orientamento geopolitico del paese nordico.




