Il Teatro Nacional D. Maria II, a Lisbona, è rimasto chiuso per tre anni per lavori di riqualificazione interna, periodo durante il quale ha sviluppato un progetto di portata nazionale chiamato Odissea Nazionale. Questo periplo ha portato l'istituzione a diffondersi per tutto il paese, lavorando con teatri comunali, amministrazioni locali, scuole, compagnie e comunità in più di 100 comuni, sia sul continente che nelle isole. Sono stati sviluppati più di 280 progetti e coinvolte circa 200.000 persone.
Rui Catarino, presidente del Consiglio di Amministrazione del teatro, ha affermato che il principale apprendimento di questi tre anni è stato rendersi conto che un teatro nazionale è molto più grande dell'edificio in cui è installato. Per decenni, il D. Maria II è stato associato alla Praça do Rossio, ma questo periodo ha dimostrato che la missione dell'istituzione non è circoscritta a una sala da spettacoli, ma riguarda piuttosto le persone e le comunità che serve. L'esperienza ha mostrato anche che lavorare senza casa è logisticamente pesante e difficile, e ha rivelato meglio a cosa serve una casa e tutto ciò che un Teatro Nazionale ha l'obbligo di fare al di là di essa.
Il funzionamento del teatro è stato ripensato, passando da un'organizzazione centrata su un edificio a un'organizzazione in rete. I progetti non sono più repliche di qualcosa concepito a Lisbona, ma sono costruiti in risposta alla diversità del paese, con condivisione di informazioni, risorse e capacità decisionale. Anche la programmazione è cambiata, intendendo ora puntare su carriere più lunghe di spettacoli, soprattutto nella Sala Garrett, invece di una i




