La Federazione Nazionale dell'Istruzione (FNE) ha lanciato l'allarme sul fatto che il Portogallo affronta un decennio di ricambio generazionale senza precedenti nella professione docente, essendo incapace di sostituire gli insegnanti che vanno in pensione per mancanza di diplomati e di attrattive per nuovi quadri. La federazione sindacale ha presentato uno studio denominato "Mappa Nazionale delle Esigenze Docenti 2035", che rivela che entro il 2034/35, il Portogallo continentale dovrà assumere 38.779 nuovi docenti, il che rappresenta un fabbisogno medio di 3.800 ingressi all'anno, ma nel 2022/23 si registravano solo 2.141 diplomati nei corsi di formazione docente.
Nell'anno scolastico 2024/25 erano in servizio circa 122.000 docenti, ma le stime indicano che il 37% di quel quadro uscirà entro il 2034. Anche contando con una riduzione del 5% di alunni entro quel periodo, saranno necessari più di 38.000 nuovi professionisti. A livello regionale, le esigenze previste raggiungono 13.381 docenti nel Nord, 10.711 nell'Area Metropolitana di Lisbona, 9.656 nel Centro, 3.221 nell'Alentejo e 1.810 nell'Algarve, e 20.606 di questi nuovi docenti sono necessari per il terzo ciclo e l'istruzione secondaria.
La FNE ha chiesto al governo di presentare misure trasversali per il problema, avendo richiesto informazioni sul tema all'inizio del mese, ma senza ottenere risposta. La federazione difende la creazione di uno strumento pubblico, trasparente e regolarmente aggiornato, accompagnato da un osservatorio permanente che riunisca la tutela, le istituzioni di istruzione superiore, le organizzazioni sindacali e i comuni, permettendo di anticipare le esigenze per comune, Quadro di Zona Pedagogica e area di reclutamento.
Tra le proposte presentate dalla FNE figurano uno Statuto di Stabilizzazione dei Docenti con incentivi abitativi e di trasferimento, incentivi adeguati e maggiore stabilità nei territori dove è più difficile reclutare, la creazione di un programma nazionale per recuperare insegnanti professionalizzati che sono fuori dal sistema, e l'adeguamento della formazione iniziale alle esigenze delle scuole. La FNE riferisce che l'obiettivo è "smettere di reagire alla mancanza di insegnanti e iniziare a prevenirla".




