I rappresentanti dei dipendenti della Banca Centrale Europea hanno chiedere chiarimenti sul futuro della presidente Christine Lagarde attraverso una lettera inviata venerdì alla stessa e agli altri membri del Comitato Esecutivo. I dipendenti avvertono che l'incertezza prolungata sulla leadership dell'istituzione potrebbe incidere sulla fiducia nelle comunicazioni della BCE, sollevare preoccupazioni tra i lavoratori e le parti interessate e complicare la pianificazione ordinata della successione e delle priorità strategiche.
Le speculazioni su una possibile uscita anticipata di Lagarde, indicata come futura presidente del Forum Economico Mondiale di Davos, si sono intensificate dopo l'annuncio della pubblicazione della sua autobiografia all'inizio del 2027. Interrogata giovedì sulla questione, Lagarde ha affermato che non c'è "nulla da annunciare" riguardo al suo futuro. La BCE ha sottolineato, in risposta all'AFP, di disporre di "meccanismi di governance da tempo stabiliti" e di "grande esperienza" per funzionare efficacemente durante i periodi di transizione.
La presidente della BCE affronta attualmente le ripercussioni delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che stanno facendo salire i prezzi dell'energia e contribuendo all'aumento dell'inflazione nell'area euro al livello più alto degli ultimi tre anni. Questa evoluzione ha portato la BCE a inasprire l'orientamento della politica monetaria giovedì.
Oltre alla questione della successione, la lettera riferisce di un malessere persistente all'interno dell'istituzione e segnala un deterioramento continuo della fiducia tra i lavoratori e la dirigenza. Tra le critiche vi sono un presunto sentimento di favoritismo nei processi di reclutamento e promozione e l'autocensura di molti lavoratori per paura di conseguenze negative. I rappresentanti fanno appello alla responsabilità di Lagarde affinché la BCE si trovi in condizioni migliori alla fine del suo mandato rispetto a quando ha assunto le funzioni.




