Il ministro Flávio Dino, durante un'udienza presso il Supremo Tribunale Federale, ha dichiarato che il Brasile sta vivendo il "momento più corrotto della storia del potere giudiziario". La dichiarazione è stata fatta durante una sessione che analizzava se il ministro Alexandre de Moraes dovesse essere indagato in merito alle relazioni coinvolte nel caso Master. Dino ha affermato di non aver mai visto così tanti casi di corruzione da quando è diventato giudice, nel 1994, e che la situazione "continua solo ad aumentare in Brasile".
Dino ha anche commentato sulla presunta vendita di sentenze, dicendo che "non esiste vendita di sentenze senza un avvocato che chiede il pagamento". Il ministro ha rafforzato il suo discorso con critiche alla corruzione nel sistema giudiziario brasiliano durante la sua manifestazione in tribunale.
Il ministro ha inoltre fatto eco alle critiche di Gilmar Mendes e ha attaccato la decisione di Edson Fachin di avocare le istanze che erano sotto la relazione di André Mendonça. Dino ha affermato che "in nessun tribunale un presidente può destituire un relatore", argomentando che tutti i ministri sono uguali e devono seguire le stesse regole processuali.
Infine, Dino ha concluso il suo intervento dicendo che "qui non è il posto per chi cerca popolarità", sebbene abbia classificato Fachin come un "uomo buono", riconoscendo che il collega ha sbagliato nella conduzione del processo.




