Cristiana Tamagnini, coordinatrice dell'Ufficio Comunicazione della Diocesi di Beja, sostiene che la comunicazione può essere uno strumento di unione e appartenenza per i diocesani. In un'intervista all'Agenzia ECCLESIA, spiega che intende fare di quest'area una partner pastorale, avvicinando le persone che si sentono distanti dalla Diocesi o con scarso legame con altre parrocchie. La responsabile riferisce che la comunicazione può evangelizzare e unire le persone geograficamente disperse.
La Diocesi di Beja è il secondo territorio diocesano più esteso del Portogallo, con circa 12.300 chilometri quadrati, comprendente 14 comuni del distretto di Beja e quelli di Grândola, Santiago do Cacém e Sines, nel distretto di Setúbal. Cristiana Tamagnini riconosce che la diocesi presenta culture diverse, come tra Barrancos, al confine, e Vila Nova de Milfontes, sul mare, ma crede che l'informazione condivisa possa unire le persone e la Diocesi.
Cristiana Tamagnini è coordinatrice dell'Ufficio Comunicazione da poco più di un anno e guida una squadra di cinque volontari: Francisca Carvalhal e José Tareco (designer grafici), Márcio Guerra (legato all'audiovisivo) e la giornalista Ana Teresa Alves. Con formazione in ingegneria agronomica, si definisce inquietata dalla comunicazione nella Chiesa e sente che c'è spazio sui social media per evangelizzare.
La responsabile parteciperà per la prima volta alle Giornate Nazionali delle Comunicazioni Sociali, che si tengono il 24 settembre a Leiria, promosse dal Segretariato Nazionale delle Comunicazioni Sociali sul tema "Per una grammatica dell'incontro". Cristiana Tamagnini afferma di voler imparare, conoscere buone pratiche di altre diocesi e capire come possa ampliare, migliorare e far crescere la comunicazione nella Diocesi di Beja.




