Il Parlamento europeo ha dibattuto martedì la creazione di un Centro Europeo di Resilienza Democratica per combattere le campagne di disinformazione e le interferenze straniere negli atti democratici, come le elezioni. La relazione che sostiene questa proposta è stata elaborata dalla Commissione Speciale sullo Scudo della Democrazia Europea e mira a rafforzare la resilienza dell'UE contro le interferenze straniere, la manipolazione dell'informazione e le minacce ibride.
Il documento identifica la Russia come la principale minaccia esterna all'integrità delle democrazie europee, puntando sull'uso continuo di campagne di disinformazione e attacchi alle infrastrutture critiche attraverso sabotaggio o spionaggio. Oltre alla Russia, Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord sono anch'essi citati come paesi che mirano a destabilizzare l'UE.
L'eurodeputato svedese Tomás Tobé, relatore della relazione, ha affermato che "la Russia sta cercando di indebolire l'Europa" attraverso l'uso di fabbriche e reti di droni e di investimenti massicci per destabilizzare le società europee. Tobé ha sottolineato che "interferenza straniera non è libertà di espressione" e ha avvertito dell'esistenza di forze politiche all'interno dell'Europa, in particolare parti dell'estrema destra, che stanno facilitando il lavoro dei nemici.
Secondo la commissione speciale, il centro di resilienza democratica deve disporre di un bilancio proprio per l'azione ed essere governato da tutti gli Stati membri dell'UE.




