Il Pentagono ha ammesso pubblicamente una scarsità di munizioni come conseguenza della guerra contro l'Iran. La confessione giunge in un momento in cui le forze militari affrontano sfide logistiche significative per mantenere il ritmo delle operazioni militari.
Un rapporto dell'Ispettore Generale del Pentagono stima che l'operazione denominata "Furia Epica", che si è svolta tra il 28 febbraio e il 30 giugno, sia costata circa 33,4 miliardi di dollari, equivalenti a circa 31,2 miliardi di euro. Questo valore rappresenta il costo totale delle operazioni militari durante quel periodo.
Il documento dell'Ispettore Generale rivela inoltre l'impatto finanziario significativo del conflitto, evidenziando le conseguenze economiche di un'operazione militare prolungata. La scarsità di munizioni rappresenta una delle principali sfide operative derivanti da questa campagna militare.
Le autorità militari nordamericane riconoscono che la situazione di scarsità può influenzare la capacità di risposta e la continuità delle operazioni in Medio Oriente. Questo fatto sottolinea le implicazioni pratiche e strategiche di mantenere una presenza militare intensiva in una regione di elevata tensione geopolitica.




