Le aziende stanno accelerando i propri processi di trasformazione aziendale, ma la moltiplicazione dei progetti non garantisce un impatto proporzionale sulle prestazioni. Secondo lo studio globale della KPMG "Transforming the Enterprise", che ha coinvolto 1.750 CEO e responsabili della trasformazione in 20 aree geografiche, solo il 14% delle organizzazioni si considera leader rispetto ai propri pari e meno di un terzo riesce a ottenere risultati rilevanti su scala aziendale. Ogni organizzazione gestisce in media 3,5 programmi di trasformazione simultaneamente, con il 72% che sviluppa tre o più iniziative in parallelo. La trasformazione digitale guida le priorità essendo presente nel 70% delle aziende, seguita dalla trasformazione funzionale al 47% e dalla gestione del rischio al 32%.
La sfida principale delle aziende non è più il lancio di nuove iniziative, bensì il loro coordinamento e l'istituzione di priorità comuni. João Sousa Leal, head of Advisory della KPMG Portogallo, sottolinea che le organizzazioni non mancano di iniziative, ma ora è necessario articolarle e convertirle in risultati concreti. Il responsabile avverte che la frammentazione può generare inefficienze, costi aggiuntivi e ritardi, e che l'intelligenza artificiale aumenta questa esigenza, poiché genera valore reale solo quando supportata da dati di qualità, competenze ed esecuzione coordinata.
Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, sebbene stia venendo adottata in aree come l'analisi dei dati, l'automazione e il supporto decisionale, i suoi benefici restano circoscritti a miglioramenti operativi locali. Il 48% delle organizzazioni registra guadagni incrementali di produttività, ma solo l'11% riporta un impatto sostanziale su scala aziendale. L'utilizzo varia significativamente tra i dipartimenti, guidato dall'area Tecnologia e Sistemi Informativi con il 59%, mentre solo il 19% delle organizzazioni considera i propri collaboratori altamente preparati a lavorare con l'IA.
La gestione del rischio e la governance dell'IA continuano a essere punti deboli nella maggior parte delle organizzazioni. Solo il 24% integra proattivamente i rischi della tecnologia nella propria strategia e lungo tutto il suo ciclo di vita. Nonostante il 57% delle aziende consideri già la fiducia come vantaggio competitivo, solo il 28% riesce ad associare direttamente i meccanismi di fiducia e gestione del rischio dell'IA a risultati finanziari o operativi concreti. La KPMG suggerisce tre priorità strategiche: rafforzare le basi di tecnologia, dati e governance; riprogettare i modelli operativi per integrare persone e IA; e ripensare l'azienda come un sistema interconnesso e in permanente evoluzione.




