La Santa Sede ha condannato l'uso continuo di munizioni a grappolo durante la III Conferenza di Revisione della Convenzione sulle Munizioni a Grappolo, che si svolge nella capitale del Laos. L'arcivescovo Ettore Balestrero, capo della delegazione del Vaticano, ha affermato che questi ordigni creano ferite che danneggiano la stessa struttura della vita, colpendo il tessuto sociale delle comunità umane, e ha fatto appello alla ratifica universale del trattato internazionale che proibisce queste armi.
Il diplomatico ha considerato che esiste un grave squilibrio nell'allocazione delle risorse per l'armamento, sottolineando che le spese militari globali sono aumentate nell'ultimo anno, a scapito del finanziamento per lo sviluppo umano integrale. L'intervento ha sostenuto che i trattati di disarmo costituiscono impegni morali verso le generazioni presenti e future.
La Santa Sede ha accolto con favore i traguardi raggiunti nei 16 anni dalla prima riunione degli Stati membri, ma ha espresso rammarico per il ritmo modesto di universalizzazione dello strumento e per il ritiro recente di uno Stato, identificato come la Lituania. Il Portogallo ha ratificato formalmente il documento internazionale attraverso la Risoluzione dell'Assemblea della Repubblica n. 141/2010.




