L'attrice, drammaturga e regista Sara Barros Leitão debutterà venerdì a Braga il monologo "Noi, da sole", che girerà per il paese fino all'aprile 2027, contribuendo alla discussione che anticipa i 20 anni della depenalizzazione dell'aborto in Portogallo. Le tre recite in città, nel piccolo auditorium del Theatro Circo, sono già esaurite.
In scena, su un campo da tennis, Sara Barros Leitão incarna donne che sono state accusate in tribunale di aver abortito, alcune già in questo secolo, così come giudici o medici. Attraverso le parole di queste persone, racconta la storia dell'Interruzione Volontaria della Gravidanza (IVG) in Portogallo e lo sforzo di decenni perché fosse depenalizzata, più di 30 anni dopo l'arrivo della democrazia, nel 2007, dopo un secondo referendum sull'argomento. Il palco si giustifica con il Processo della Maia, nel 2001, quando 17 donne furono giudicate per la pratica dell'aborto, due confessarono e una fu condannata a quattro mesi di prigione.
Il testo è composto da archivi reali, inclusi ritagli di giornali e testimonianze orali che sono arrivate all'autrice, con il coordinamento della ricerca di Andreia Peniche. Diverse donne elencate nello spettacolo raccontano di essere state sul punto di morire a causa dell'uso di oggetti che




