Un team internazionale di ricercatori, che include membri del Centro Interdisciplinare di Ricerca Marina e Ambientale (CIIMAR) dell'Università di Porto, ha sviluppato uno strumento genomico innovativo pubblicato sulla rivista Aquaculture. Questa tecnologia mira a rivoluzionare la produzione di vongole, rendendole più resistenti a malattie e cambiamenti climatici, ed è cruciale per l'acquacoltura sostenibile e per la gestione di due specie di grande importanza economica: la vongola giapponese (Ruditapes philippinarum) e la vongola europea (Ruditapes decussatus).
Queste specie sono ampiamente coltivate in tutto il mondo, ma affrontano sfide come il degrado degli habitat, i cambiamenti climatici e l'aumento delle malattie. La nuova tecnologia consente l'analisi rapida ed economica delle variazioni nel DNA delle vongole, utilizzando marcatori genetici per identificare individui con caratteristiche desiderabili, come maggiore resistenza alle malattie e migliore capacità di adattamento.
La piattaforma sviluppata, denominata SNP-chip, è la prima ad alta densità per queste due specie, raccogliendo circa 63.000 marcatori genetici, di cui più di 45.000 sono stati validati per la vongola giapponese. Il gruppo Salute degli Animali Acquatici (A2S) è riuscito inoltre a identificare più di 13.000 marcatori correlati alla resistenza della vongola europea a un parassita che colpisce la sua produzione. Questo strumento faciliterà ugualmente l'identificazione delle relazioni di parentela, il monitoraggio della diversità genetica e la gestione sostenibile delle popolazioni marine.
Secondo il ricercatore Sergio Fernández-Boo del CIIMAR, questo strumento potrà supportare le comunità costiere attraverso l'implementazione di programmi di miglioramento genetico con un impatto significativo nel settore dell'Economia Blu. La piattaforma sarà disponibile in modo aperto alla comunità scientifica, contando sulla partecipazione di università e istituti di Italia, Spagna e Francia, oltre a aziende del settore della genetica acquicola, ed è stata finanziata dai progetti IGNITION, ShellfishBoost e PRR in Italia.




