I governi della zona euro intendono raggiungere un accordo, entro la fine dell'anno, per la successione dei tre principali incarichi alla Banca Centrale Europea, che includono la presidente Christine Lagarde, il capoeconomista Philip Lane e il membro del Comitato Esecutivo Isabel Schnabel. Secondo il Financial Times, citato dall'articolo, Lagarde potrebbe annunciare ancora quest'anno che lascerà l'istituzione all'inizio del 2027, prima delle prossime presidenziali francesi, sebbene lei stessa abbia garantito pubblicamente di non vedersi liberarsi dell'incarico prima di ottobre 2027.
La ristrutturazione della dirigenza della BCE avviene in un contesto di grande volatilità nei mercati globali obbligazionari, con più di sei mesi di guerra in Medio Oriente che aggravano i costi del debito pubblico europeo. Le elezioni di aprile in Francia pesano anch'esse sulle decisioni dei leader europei, con Marine Le Pen, leader dell'estrema destra, che appare come favorita per succedere a Emmanuel Macron. Un alto responsabile coinvolto nel processo ha considerato questa la più importante decisione in materia di nomine in Europa fino al 2029.
I due principali candidati alla successione di Lagarde sono Pablo Hernández de Cos, leader della Banca dei Regolamenti Internazionali, e Klaas Knot, ex presidente della banca centrale olandese. Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, ha manifestato interesse ma è considerato una scelta improbabile, dal momento che sarebbe inedito che due cittadini tedeschi guidassero simultaneamente la BCE e la Commissione Europea. Per l'incarico di capoeconomista, vengono discussi nomi come Markus Brunnermeier di Princeton, Monika Piazzesi di Stanford e Tobias Adrian, ex economico senior del FMI. Parigi difende Agnès Bénassy-Quéré o Laurence Boone, mentre la Germania dovrebbe bloccare qualsiasi soluzione che collochi un olandese alla presidenza e un tedesco come capoeconomista.
La BCE ha già alzato due volte i tassi d'interesse quest'anno per frenare l'inflazione, avendo rivisto al rialzo le proiezioni per i prezzi nella zona euro, prevedendo ora che l'inflazione si attesti al 3% quest'anno, prima di rallentare al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Di fronte all'impasse nelle trattative, c'è la possibilità che emerga un candidato a sorpresa, in analogia con quanto accaduto nel 2019, quando Macron presentò inaspettatamente Lagarde come principale candidata. François Villeroy de Galhau, ex governatore della Banca di Francia, potrebbe emergere come un'opzione inaspettata.




