Quando la studentessa del primo anno delle superiori Larissa Rodrigues, di 17 anni, arriva al Ciep 168 Ilda Silveira Rodrigues, a Nova Iguaçu, nella Baixada Fluminense, nemmeno la luce del giorno è sufficiente per vincere l'oscurità che occupa i corridoi della scuola nelle prime ore del mattino. Nelle aule, la luminosità che entra dalle finestre ha sostituito l'illuminazione elettrica. Nei giorni nuvolosi, gli studenti devono ricorrere alle torce dei cellulari per vedere la lavagna. È così, in modo improvvisato, che le lezioni si svolgono da un mese, da quando i criminali hanno rubato i cavi elettrici dell'unità.
Secondo i dati ottenuti dal GLOBO, almeno 109 scuole della rete statale di Rio sono rimaste senza energia elettrica in quest'anno a causa di furti di cavi elettrici. Alcune di queste scuole sono rimaste al buio per fino a dieci mesi. Il problema influenza direttamente il funzionamento delle unità, che devono ricorrere a soluzioni improvvisate per mantenere le attività pedagogiche. La situazione evidenzia la fragilità delle infrastrutture scolastiche di fronte alla criminalità.
Il caso del Ciep 168 a Nova Iguaçu illustra l'impatto di questi furti sulla vita quotidiana degli studenti. Senza energia elettrica, le scuole affrontano difficoltà nel mantenere condizioni adeguate per l'insegnamento, danneggiando sia gli alunni che gli insegnanti. La dipendenza dalla luce naturale e dai dispositivi mobili degli stessi studenti rende l'ambiente scolastico inadeguato per l'apprendimento.




