La Polizia di Sicurezza Pubblica ha segnalato un aumento del numero di immigrati irregolari che arrivano in Portogallo tramite autobus e treni, con un'incidenza nelle aree metropolitane di Lisbona e Porto. Il direttore nazionale aggiunto della PSP e responsabile dell'Unità Nazionale di Stranieri e Frontiere, sovrintendente João Ribeiro, ha rivelato in un'intervista all'agenzia portoghese che questi cittadini viaggiano da altri Stati membri dell'Unione Europea, approfittando della libera circolazione dello spazio Schengen dopo fallimenti nel processo di regolarizzazione in altri paesi europei.
Secondo le autorità, l'intenzione primaria non è rimanere in Portogallo, ma un breve passaggio verso altre destinazioni come la Scandinavia, la Polonia, i Paesi Bassi o la Germania. João Ribeiro ha spiegato che molti di questi cittadini sono già passati per paesi come Francia, Belgio o Paesi Bassi, dove non sono riusciti a ottenere documenti validi, finendo per spostarsi nella Penisola Iberica attraverso movimenti secondari che sono in costante aumento.
La PSP riferisce inoltre che esiste un'articolazione tra i controlli terrestri e aerei, e che alcuni cittadini utilizzano gli aeroporti nazionali come piattaforma di uscita verso destinazioni come l'Irlanda, o arrivano via aerea con l'obiettivo di proseguire verso il Nord Europa. I principali terminal degli autobus e le stazioni ferroviarie costituiscono punti strategici dove le forze di sicurezza esercitano un modello di controllo mobile basato su criteri tecnici e valutazione del rischio.
Interpellato riguardo alle critiche delle associazioni di migranti che hanno accusato la nuova unità di polizia di promuovere azioni sproporzionate, João Ribeiro ha respinto qualsiasi atteggiamento persecutorio, assicurando che il dispositivo agisce sulla base di criteri tecnici e non di una "caccia" indiscriminata. La PSP assicura che la sorveglianza sugli assi stradali e ferroviari sarà mantenuta nei prossimi mesi per monitorare il flusso migratorio irregolare.




