L'Associazione degli Ispettori e Capi della Polizia Marittima (AICPM) ha presentato un'azione giudiziaria presso il Tribunale Amministrativo del Circolo di Lisbona contro lo Stato portoghese e la Chefia Militare dell'Armata, denunciando una situazione di «caos totale» e «collasso materiale» nella forza di sicurezza, nel momento in cui l'istituzione celebra 107 anni di esistenza. L'iniziativa emerge dopo l'esaurimento di tutti i tentativi di risoluzione tramite il dialogo istituzionale, con l'associazione che alleges che le restrizioni di bilancio e la dipendenza finanziaria diretta dalla Marina hanno reso non operativi gli agenti nei vari comandi locali del paese.
L'azione giudiziaria evidenzia la grave carenza di risorse umane verificatasi negli ultimi 10 anni, durante i quali solo 182 elementi sono entrati nel corpo, quando la pianta organica prevista per legge fissa l'organico minimo a 722 operatori. Come conseguenza, alcuni posti locali funzionano con un solo poliziotto di servizio durante i turni, e alcuni stabilimenti chiudono gli sportelli al pubblico a partire dalle 17:00. L'associazione mette in guardia contro uno scenario di svuotamento istituzionale




