Venticinque anni dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, che hanno segnato un punto di svolta nella storia del terrorismo internazionale, la minaccia jihadista si è trasformata profondamente. Lo scenario attuale è caratterizzato da una frammentazione e decentralizzazione che rendono la sorveglianza e la prevenzione significativamente più complesse rispetto all'inizio del XXI secolo.
Al-Qaeda, che nel 2001 possedeva una struttura centralizzata capace di pianificare ed eseguire attacchi sofisticati come quelli al World Trade Center, ha perso gran parte della sua organizzazione originale. La sua capacità di proiezione è considerevolmente diminuita negli ultimi due decenni e mezzo.
Lo Stato Islamico, che aveva raggiunto il suo apice controllando vasti territori in Iraq e in Siria, non mantiene più quel dominio territoriale. Nonostante la perdita di territorio, entrambi i gruppi mantengono capacità di influenza attraverso ramificazioni e franchises in diverse regioni del mondo.
Il Sahel è emerso come uno dei principali epicentri del jihadismo contemporaneo. La regione, che comprende paesi come il Mali, il Burkina Faso e il Niger, è diventata un focus prioritario dell'attività estremista, sostituendo parzialmente le zone di conflitto tradizionali del Medio Oriente.



