La Corte Suprema ha bloccato l'espulsione di un cadetto della Polizia di Sicurezza Pubblica (PSP) che era minacciata a causa di pubblicazioni considerate omofobe e nazionaliste sui social media.
Il Pubblico Ministero aveva intentato un procedimento disciplinare contro il cadetto che era culminato nella decisione di espulsione, ma la Corte Suprema ha deciso di bloccarla.
Le pubblicazioni che hanno motivato il procedimento sono state effettuate dal cadetto in un periodo in cui non aveva ancora alcun collegamento con l'Istituto Superiore di Scienze di Polizia e Sicurezza Interna, l'istituzione di formazione della PSP.
Il tribunale ha ritenuto che le pubblicazioni non fossero correlate all'attività accademica o professionale del cadetto, non rappresentando una violazione dei doveri inerenti alla sua condizione di studente della PSP.




