Un commento editoriale affronta la questione della legislazione sulla frode, mettendo in dubbio l'efficacia di misure che trattano solo i sintomi senza affrontare le cause sottostanti. Il testo suggerisce che questo approccio rappresenta una forma di inerzia travestita da azione governativa.
La critica ricade sulla classe politica, riferita come "i partiti del costume", che secondo l'articolo sarebbero sufficienti per implementare questo tipo di legislazione superficiale. Il titolo ironico "Tagliare il male alla radice" indica che l'intenzione reale sarebbe proprio l'opposto di ciò che il titolo propone.
Il testo è un'opinione breve, senza indicazione dell'autore o della pubblicazione, focalizzata sulla critica della postura politica di fronte al problema della frode.




