Miguel Prata Roque e Diogo Feio analizzano l'eredità degli attentati dell'11 Settembre 2001, a venticinque anni dagli attacchi che hanno scosso il mondo. Gli analisti discutono se il mondo sia oggi un luogo più sicuro, esplorando le conseguenze geopolitiche e sociali di questi eventi.
L'articolo riferisce che l'Islam è una delle più grandi civiltà del mondo e che l'enorme maggioranza dei musulmani ha una visione pacifica della convivenza tra i popoli, in contrasto con l'immagine frequentemente associata al mondo islamico dopo gli attacchi.
L'analisi si concentra sulla tensione tra libertà e sicurezza che ha plasmato le democrazie occidentali nei decenni successivi agli attentati, esaminando come queste società abbiano bilanciato la protezione dei cittadini con la preservazione dei diritti fondamentali.
Il dibattito affronta anche come gli attacchi del 2001 abbiano contribuito alla crescita dei nazionalismi e abbiano aperto la strada a regimi autoritari, trasformando significativamente il panorama politico globale negli ultimi due decenni e mezzo.




