I più grandi banchieri europei esortano l'Unione Europea a flessibilizzare la regolamentazione bancaria per stimolare la crescita economica della regione ed evitare di restare indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. In una lettera inviata ai principali leader europei, tra cui il presidente del Consiglio António Costa, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola e la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, i leader dei 11 maggiori banche avanzano due richieste concrete. Anche la commissaria europea Maria Luís Albuquerque era destinataria della missiva.
La prima richiesta consiste in una moratoria immediata e temporanea sui nuovi aumenti delle esigenze di capitale. I banchieri sottolineano che dispongono già di 2,5 miliardi di euro di capacità di assorbimento degli shock e ritengono necessario fermare l'ondata di esigenze crescenti finché le riforme a lungo termine non saranno in vigore, permettendo così di utilizzare la generazione di capitale per finanziare l'Europa.
La seconda richiesta riguarda la semplificazione regolamentare, che i banchieri difendono debba essere una bandiera permanente e non un obiettivo occasionale. Chiedono che i supervisori, pur continuando a vigilare sulle banche, passino anche a considerare fattori come la competitività e la crescita, eliminando la cultura del rischio zero che considerano profondamente radicata. Tra i firmatari figurano Ana Botín del Santander e Nicola Namias del BPCE, oltre ad altri CEO di banche svizzere e britanniche.
I banchieri avvertono per una convergenza di sfide che l'Europa affronta, tra cui crescita lenta, instabilità geopolitica, incendi boschivi, le riserve di gas più basse degli ultimi 14 anni e la corsa per




