I ricercatori dell'Istituto Salk, negli Stati Uniti, hanno identificato una nuova via che spiega per quale motivo il sistema immunitario, in certe circostanze, possa contribuire alla crescita tumorale. La scoperta si concentra su una famiglia di proteine la cui esposizione cronica è associata a disfunzione mitocondriale.
Questa via di segnalazione, quando attivata in modo prolungato, provoca immunosoppressione, ovvero un indebolimento della capacità del sistema immunitario di riconoscere e distruggere le cellule cancerogene. I ricercatori sono riusciti a tracciare il collegamento tra l'esposizione cronica a queste proteine e il malfunzionamento dei mitocondri, che sono le strutture cellulari responsabili della produzione di energia.
L'immunosoppressione risultante permette alle cellule tumorali di svilupparsi e proliferare in modo più efficiente, dal momento che il sistema immunitario non riesce più a svolgere la sua funzione protettiva. Questo meccanismo rappresenta un avanzamento significativo nella comprensione di come il microambiente tumorale possa manipolare le difese dell'organismo.
I risultati di questo studio aprono la strada allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche che mirano a questa via specifica, permettendo potenzialmente di ripristinare la funzione immunitaria e migliorare i trattamenti contro il cancro.




