Anthony Garotinho, politico del Republicanos, di solito si lamenta che i giornalisti giovani non abbiano idea di quanto fosse grande in passato. Governatore di Rio de Janeiro tra il 1999 e il 2002, arrivò a essere approvato dal 68% degli elettori fluminensi durante il suo mandato, il che lo elevò alla posizione di capo dell'esecutivo più ben valutato del Brasile durante il secondo governo di Fernando Henrique Cardoso.
Nella competizione che elesse Lula per la prima volta alla Presidenza, Garotinho rinunciò a tentare la rielezione al governo di Rio e mirò a un ambizioso balzo al Palazzo del Planalto attraverso il PSB, senza perdere il controllo del suo feudo politico. L'avventura presidenziale non portò risultati negativi per lui, anzi.
Oltre a far eleggere sua moglie, Rosinha Garotinho, come successrice al governo di Rio al primo turno, Garotinho raggiunse un sorprendente terzo posto nella corsa presidenziale, conquistando 15 milioni di voti. Rimase dietro solo all'ex presidente Fernando Henrique Cardoso, che fu sconfitto da Lula, e davanti all'ex governatore del Ceará Ciro Gomes, all'ex presidente Lula e all'ex ministro della Salute José Serra.
L'analisi traccia il profilo di un politico che, in 25 anni, è riuscito a perdere in termini di popolarità e potere, ma si è mantenuto attivo e rilevante nel panorama politico brasiliano, sopravvivendo ai cambiamenti dello scenario politico nel corso dei decenni.




