La revisione del Codice del Lavoro in Portogallo ha richiesto 287 giorni di negoziazioni in sede di concertazione sociale, equivalenti a circa nove mesi e mezzo, con almeno 53 riunioni tra i partner sociali. È stato possibile raggiungere un accordo per riscrivere 138 norme, ma il processo si è concluso con un disaccordo su sei modifiche su cui non c'è stato consenso.
Dopo la concertazione sociale, la proposta del governo è rimasta 32 giorni all'Assemblea della Repubblica, in discussione tra le diverse forze politiche, fino al dibattito del 18 giugno e al rifiuto il giorno successivo. Complessivamente, si contano dieci mesi e mezzo di lavoro su questa materia.
L'articolo sottolinea che, indipendentemente dalle analisi sui motivi del disaccordo nella concertazione sociale e del rifiuto parlamentare, è stato dimostrato che esiste un'intesa sulla necessità di apportare 138 modifiche alla legislazione lavoristica. Vengono menzionati come ostacoli il quadro politico con un governo con appoggio minoritario in parlamento, favorevole al tacticismo, e questioni interne a ciascun attore coinvolto.
La legislazione lavoristica dovrà comunque cambiare, conclude l'articolo, per imposizione della trasposizione di direttive europee, anche se non si riesce a raggiungere alcun accordo nazionale. L'articolo chiede che, almeno, le modifiche siano inquadrate in modo appropriato, considerando che non ha senso gettare via il lavoro svolto dal governo, dai partner sociali e dai partiti con seggi in parlamento.




