Gli Stati Uniti offrirono petrolio a Cuba in cambio delle dimissioni del presidente Miguel Díaz-Canel. La proposta fu presentata direttamente da emissari nordamericani a Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro e conosciuto con il soprannome di "Il Granchio".
L'informazione fu rivelata dallo stesso Díaz-Canel durante un'intervista all'emittente statale cubana, nella quale confermò che l'offerta fu rifiutata dal governo cubano.
Rodríguez Castro, oltre a essere nipote di Raúl Castro, è una figura eminente nel circolo politico cubano e mantiene legami con la leadership del paese.
L'episodio avviene in un contesto di continua tensione tra gli Stati Uniti e Cuba, con sanzioni americane contro l'isola rimaste in vigore per decenni.




