Il governo portoghese ha approvato un accordo che impedisce l'arbitrato tra investitori e Stati membri nell'ambito della Carta dell'Energia. Questa decisione si inserisce nel contesto del Trattato della Carta dell'Energia, un accordo internazionale che è stato utilizzato da aziende per citare in giudizio gli Stati per politiche energetiche considerate dannose per i loro investimenti.
La proposta approvata rafforza la prevalenza del diritto dell'Unione Europea nella risoluzione dei conflitti sugli investimenti. Ciò significa che gli investitori non potranno più ricorrere a tribunali arbitrali internazionali per contestare le misure adottate dagli Stati membri dell'UE, passando queste questioni a essere risolte dai tribunali europei.
L'accordo coinvolge gli Stati membri dell'Unione Europea, che passano così ad avere una posizione congiunta su questa materia. Il coordinamento tra i paesi dell'UE in questo ambito consente un approccio più unificato e coerente relativamente agli investimenti nel settore energetico.
La Proposta di Risoluzione passa ora all'Assemblea della Repubblica, dove sarà discussa e votata dai deputati portoghesi. Questo processo legislativo permetterà al parlamento di esprimersi sulla posizione del Portogallo in questa materia europea.



