La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso giovedì di alzare i tassi di riferimento nella zona euro di 25 punti base, di fronte a un'inflazione che continua a non tornare verso l'obiettivo del 2% e a una nuova ondata di pressione sui prezzi causata dall'escalation delle ostilità nel Golfo Persico. La guerra è stata iniziata da americani e israeliani contro l'Iran, il che ha portato a un nuovo shock energetico.
Il tasso di riferimento per la moneta unica si attesta così al 2,5% dopo il secondo rialzo dall'inizio del conflitto. La decisione era ampiamente attesa, con il mercato che già scontava questa mossa. Il mercato è ora diviso sui prossimi passi della politica monetaria europea, con investitori inclini a un nuovo rialzo entro la fine dell'anno e analisti che prevedono che questo aumento non segni un nuovo ciclo di stretta.
L'inflazione nella zona euro continua a non mostrare segni di rallentamento e anzi è tornata ad accelerare nel dato più recente, ad agosto, quando è salita dal 2,9% al 3,3%, il valore più alto da settembre 2023. La componente energetica è stata nuovamente la principale responsabile dell'aumento, con l'inflazione nell'energia che ha raggiunto il 14,3%, un massimo da gennaio 2023.




