L'articolo affronta i problemi con il sistema di pagamento delle tariffe per l'accesso al sentiero del Pico Ruivo a Madeira. Un guida turistico madeirense scrive di aver pagato 10,5 euro per la tariffa ma di aver trovato rifiuti lasciati da altri visitatori sul posto. L'autore confronta la situazione con ciò che accade nelle strade di Funchal, dove persone pagate con le tasse raccolgono i rifiuti di chi li abbandona a terra.
L'autore critica la gestione dell'IFCN (Istituto delle Foreste e Conservazione della Natura), affermando che dall'inizio il sistema è stato "un pasticcio dopo l'altro". Sottolinea che i lavori di recupero del percorso sono ancora in corso e lontani dall'essere completati, contraddicendo quanto è stato riportato. Il sistema di slot di 30 in 30 minuti viene anch'esso criticato, poiché nella pratica non viene verificato e consente ai turisti di acquistare orari incompatibili con escursioni che possono durare 5 o più ore.
L'articolo rivela che l'IFCN ha pagato 75.000 euro all'azienda Montanhas Assertivas per la raccolta e la pulizia, e centinaia di migliaia di euro all'azienda di sicurezza privata Charon. L'autore si chiede a chi appartenga l'azienda di pulizia e critica la mancanza di trasparenza, sottolineando che non è mai stato divulgato il numero massimo di visitatori al giorno né il valore totale riscosso.
L'autore conclude criticando l'incompetenza del presidente dell'IFCN, che secondo lui dovrebbe utilizzare le entrate per aumentare lo stipendio dei guardiani della natura e rendere la carriera più attraente, dato che da almeno 4 anni non entrano nuovi guardiani.




