Un aumento dei tassi d'interesse di 25 punti base nella riunione della Banca Centrale Europea (BCE) di giovedì a Francoforte è considerato un "affare fatto" dagli analisti. L'Oxford Economics evidenzia che la comunicazione limitata della BCE durante l'estate non ha contraddetto questa aspettativa, e il recente rialzo dei prezzi dell'energia ha suggellato l'accordo. Il prezzo del barile di Brent è tornato a superare i 100 dollari per la prima volta da luglio, a causa dell'escalation del conflitto in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran. Un sondaggio di Reuters con 65 economisti indica che il tasso di Facilità Permanenti di Deposito salirà al 2,50% e i tassi di rifinanziamento e di prestito marginale rispettivamente al 2,65% e al 2,90%.
La riunione a Francoforte include anche la pubblicazione di nuove proiezioni economiche della BCE, che dovrebbero essere riviste al rialzo per l'inflazione a causa delle ipotesi sui prezzi dell'energia più elevati. Gli analisti della Banca BPI avvertono che il prolungamento del conflitto e l'elevata inflazione energetica aumentano due rischi chiave: la propagazione dei prezzi ad altri beni e servizi e un aumento persistente delle aspettative di inflazione. L'inflazione nella Zona Euro è accelerata al 3,3% ad agosto, tornando in linea con le previsioni della banca centrale.
La grande questione che si pone è se la BCE si fermerà qui o lascerà la porta aperta a un altro rialzo entro la fine dell'anno. Gli analisti dell'Oxford Economics prevedono una decisione unanime a settembre, ma




