Il Regno Unito ha confermato, lo scorso settembre, che riconoscerebbe uno Stato palestino, seguendo la scia della Francia, che aveva segnalato qualche mese prima di planejamiento di dare questo passo carico di simbolismo. Martedì, quasi un anno dopo, sono stati i britannici a prendere l'iniziativa. Londra ha annunciato, seguito da Parigi e dal Canada, che avrebbe smesso di commercializzare con gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, arrivando ad accusare parte dei coloni di praticare una "pulizia etnica" contro i palestinesi.
Dodici paesi impongono già sanzioni agli insediamenti in Cisgiordania, dimostrando un movimento coordinato europeo contro la politica israeliana di colonizzazione. La sequenza diplomatica riflette, in parte, la politica interna di ciascun paese, con i leader che cercano di consolidare eredità o rispondere a pressioni interne.
Il Regno Unito, la Francia e il Canada hanno coordinato le loro azioni per dimostrare una posizione congiunta europea sulla questione palestinese, segnando una nuova divergenza con la posizione degli Stati Uniti in relazione al conflitto. La decisione di interrompere il commercio con gli insediamenti rappresenta una misura concreta di pressione su Israele.




