La Commissione Europea ha presentato mercoledì la Legge sulla Casa Accessibile, un regolamento che mira a fermare l'aumento dei prezzi delle case e ad ampliare l'offerta abitativa nelle città dell'Unione Europea. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha affermato che la misura fornirà maggiore chiarezza e supporto alle autorità locali, ancorata alle realtà locali. Il commissario europeo per l'Energia e la Casa, Dan Jørgensen, ha sottolineato la necessità di sfruttare meglio le case già esistenti, dando agli Stati membri e alle città strumenti per rendere disponibili più abitazioni accessibili nelle zone più colpite dalla crisi.
I dati che giustificano l'urgenza della proposta sono preoccupanti. Un Eurobarometro rivela che il 40% degli europei vede l'abitazione come un problema immediato, che sale al 51% tra chi risiede nelle zone urbane. In Portogallo, il 43% dei portoghesi indica l'abitazione come principale preoccupazione, 23 punti percentuali sopra la media europea, con l'Algarve in testa (48%), seguita da Lisbona e Madera (entrambe al 45%). Bruxelles illustra inoltre lo squilibrio con esempi concreti: a Madrid ci sono 40 alloggi di breve durata per ogni 100 case nel mercato degli affitti a lungo termine, e a Zagabria oltre il 19% degli immobili rimangono vuoti.
Il nuovo regolamento crea per la prima volta un quadro giuridico comune per orientare i comuni senza scontrarsi con le regole del mercato unico. Le regole stabilite includono diagnosi obbligatoria con dati concreti, proporzionalità delle misure, durata limitata a cinque anni con revisione periodica, e certezza del diritto senza effetti retroattivi. La Commissione raccomanda inoltre agli Stati membri la creazione




