Il Tribunale Generale dell'Unione Europea ha confermato la decisione di applicare sanzioni a Roman Abramovich, respingendo il ricorso presentato dall'uomo d'affari russo-israeliano. Il tribunale ha ritenuto infondati gli argomenti della difesa di Abramovich.
L'uomo d'affari, che possiede anche la nazionalità portoghese ottenuta attraverso la via sefardita, ha tentato di sostenere che le sanzioni non avrebbero dovuto essere mantenute perché sarebbero stati i gruppi di lavoro e non il Consiglio dell'UE ad aver effettivamente adottato le misure restrittive.
Il tribunale ha respinto questa argomentazione, confermando la legalità del processo che ha portato all'imposizione delle sanzioni nel contesto della guerra in Ucraina. La decisione rimane nell'ambito delle misure restrittive adottate dall'UE contro figure legate al regime russo.
Questa sentenza rappresenta una sconfitta giudiziaria per Abramovich, che tentava di far sollevare le sanzioni imposte dall'Unione Europea dal 2022, quando sono state adottate misure contro gli oligarchi russi in seguito all'invasione russa dell'Ucraina.




