Il termine per considerare un pagamento in ritardo è stato abbreviato, secondo le modifiche alla Legge sugli Impegni e sui Pagamenti in Ritardo, che entrano in vigore giovedì. Fino a ora, erano considerati pagamenti in ritardo i conti che permanessero in questa situazione per più di 90 giorni dopo la data di scadenza concordata. Ora, per allineare la legislazione nazionale con quella comunitaria, una fattura è in ritardo ogni volta che passano 30 o 60 giorni.
I nuovi termini si applicano in modo differenziato: 30 giorni dalla ricezione della fattura da parte del debitore; 30 giorni dopo il ricevimento effettivo dei beni o servizi quando la data di ricezione della fattura sia incerta o quando il debitore riceva la fattura prima della fornitura; e 30 giorni dopo la data di accettazione o verifica della conformità, quando previsto dalla legge o dal contrat




