Il Tribunale Generale dell'Unione Europea ha mantenuto la decisione di applicare sanzioni a Roman Abramovich, magnate russo e proprietario del Chelsea. Abramovich è un uomo d'affari russo che figura nelle liste delle sanzioni dell'UE dal 2022, nel contesto dell'invasione russa dell'Ucraina.
L'uomo d'affari ha fatto ricorso contro la decisione di sanzioni, sostenendo che la misura era stata adottata da gruppi di lavoro e non dal Consiglio dell'UE in quanto tale. Abramovich ha argomentato che il Consiglio aveva delegato l'adozione delle sanzioni a questi gruppi, il che secondo lui avrebbe reso irregolare il processo.
Il tribunale ha respinto questo argomento, stabilendo che l'adozione di sanzioni da parte dei gruppi di lavoro del Consiglio non costituisce una violazione del diritto dell'UE. La corte ha ritenuto che l'operato di questi gruppi rientri nei parametri legali stabiliti.
Con questa decisione, Abramovich rimane soggetto alle sanzioni europee, che includono il congelamento dei beni e il divieto di ingresso nell'UE. Il tribunale ha confermato così la legalità del procedimento che ha portato all'inserimento dell'uomo d'affari nell'elenco delle sanzioni.



